Dolore cervicale al risveglio: può dipendere dal bruxismo?
Spesso i pazienti con dolore o rigidità al collo mi dicono che il sintomo si presenta in modo più acuto al mattino, al risveglio. A loro dire, questa situazione viene giustificata dall'utilizzo di un cuscino o di un materasso di bassa qualità.
Quando, però, chiedo se il sintomo cambia quando dormono fuori casa, mi dicono di non percepire differenze. Indagando più approfonditamente durante la raccolta dati iniziale, emergono invece periodi di stress importante e/o bruxismo diurno o notturno.

Bruxismo e dolore cervicale: qual è il collegamento?
L'azione di stringere i denti, ripetuta nel tempo, non rimane confinata alla bocca. Il nostro corpo, infatti, è un sistema strettamente interconnesso, in cui muscoli, articolazioni e altre strutture lavorano insieme.
I muscoli della masticazione e quelli del collo lavorano in sinergia e, tra le varie funzioni che condividono, interagiscono per mantenere la testa in equilibrio.
Quando stringi i denti, attivi muscoli molto potenti, come il massetere (che puoi percepire a livello delle guance) e il temporale (che puoi sentire sulle tempie). Per permettere alla mandibola di stringere con forza, anche i muscoli del collo, come lo sternocleidomastoideo e il trapezio, possono essere coinvolti nella stabilizzazione della testa.
Quando questa attività si prolunga o si ripete frequentemente, può aumentare il carico sui muscoli coinvolti e contribuire alla comparsa di tensione, rigidità e dolore cervicale.
Il ruolo della mandibola e dei denti nell'equilibrio del corpo
A interagire sono anche altre strutture, che rendono la situazione ancora più complessa: l'osso ioide, la lingua, la muscolatura sopraioidea e sottoioidea e le strutture craniche.
Anche i denti e i tessuti che li sostengono partecipano alla raccolta di informazioni sensoriali che il sistema nervoso utilizza per regolare i movimenti e la posizione della mandibola.
Il dente, infatti, non è direttamente incollato all'osso della mandibola o della mascella, ma è collegato attraverso un legamento chiamato legamento parodontale. Oltre alla sua funzione meccanica, questo legamento ha un'importante funzione sensoriale: contiene numerose terminazioni nervose specializzate, capaci di rilevare le sollecitazioni che agiscono sul dente.
Queste informazioni vengono trasmesse al sistema nervoso attraverso vie nervose che coinvolgono anche il nervo trigemino. Il sistema nervoso le integra con altre informazioni sensoriali per coordinare i movimenti della mandibola e contribuire al controllo della postura e del movimento.
Come puoi vedere, il sistema è molto complesso e i vari protagonisti coinvolti in questo scenario devono essere indagati prima di accusare il tuo povero cuscino o il tuo materasso!
Disfunzioni dell'ATM: quali sintomi osservare?
Una delle condizioni che possono entrare in gioco è rappresentata dalle disfunzioni dell'ATM, cioè dell'articolazione temporo-mandibolare, che collega la mandibola al cranio.
Per essere inquadrate al meglio, queste problematiche possono richiedere un approccio multidisciplinare, che può comprendere anche una valutazione fisioterapica e osteopatica dedicata e approfondita.
Potrebbe essere questo il tuo caso? Ecco alcuni sintomi a cui prestare attenzione:
Risveglio con la mandibola rigida o indolenzita.
Dolore o tensione alla nuca, al collo o alle spalle.
Mal di testa a “cerchio” o dolorabilità sopra le orecchie e alle tempie.
Difficoltà o scatti nell'apertura o nella chiusura della bocca.
Se ti ritrovi in alcuni di questi sintomi, non significa necessariamente che tu abbia una disfunzione dell'ATM. Questi segnali possono avere cause differenti: per comprenderne l'origine è importante rivolgersi a un professionista qualificato, che possa valutare la tua situazione e aiutarti a individuare il percorso più adatto.
Il corpo umano è sorprendente tanto quanto complesso: non improvvisarti e affidati a professionisti preparati.
-Martina-

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